Sicurezza delle applicazioni sviluppate con l’AI (vibe coding)

Avete costruito un’applicazione con Cursor, Lovable, Bolt, Replit o un altro assistente AI? Prima di metterla online, o di continuare a usarla, verifichiamo che non esponga dati, chiavi e funzioni.

Il vibe coding permette a sviluppatori, startup e aziende di creare applicazioni in giorni invece che in mesi. Il codice generato dall’AI funziona, ma la sicurezza viene quasi sempre trascurata: chiavi nel frontend, database aperti, controlli di accesso che esistono solo nell’interfaccia. Facciamo code review e penetration test proprio su queste applicazioni.

I problemi che troviamo più spesso

Chiavi e segreti nel codice

Chiavi API, password di database e token inseriti direttamente nel codice o nel frontend, dove chiunque può leggerli.

Autorizzazioni mancanti

Il controllo è solo nell’interfaccia: cambiando un identificativo nell’indirizzo si vedono i dati di altri utenti, o si eseguono operazioni da amministratore.

Database esposti

Regole di accesso assenti o troppo permissive su Supabase, Firebase e servizi simili: il database è leggibile e scrivibile da chiunque conosca l’indirizzo.

API senza controlli

Endpoint generati dall’AI senza validazione degli input, senza autenticazione o con CORS aperti a tutti.

Dipendenze a caso

Librerie vecchie, vulnerabili o inventate, aggiunte perché “funzionava”, senza nessuno che le abbia verificate.

Nessun limite

Niente rate limiting, niente protezione dagli abusi: un’applicazione che si può bloccare, o far costare cara, con uno script di poche righe.

Nessuno di questi problemi si vede usando l’applicazione: funziona tutto. Si vedono solo guardando il codice e provando ad attaccarla.

Per chi è

Startup e founder che hanno costruito il prodotto con l’AI e devono presentarlo a clienti o investitori.

Sviluppatori e software house che usano assistenti AI e vogliono una verifica indipendente prima del rilascio.

Aziende in cui un reparto ha creato da sé un’applicazione interna, un portale o un’automazione che tratta dati aziendali.

Come si svolge

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    Analisi

    Guardiamo come è fatta l’applicazione: stack, servizi usati, come è pubblicata, dove stanno i dati e chi può accedervi.

  2. 2

    Code review mirata

    Leggiamo il codice nei punti che contano: autenticazione, autorizzazioni, gestione dei segreti, accesso ai dati, integrazioni esterne.

  3. 3

    Penetration test

    Testiamo l’applicazione dall’esterno come farebbe un attaccante, con la metodologia OWASP, per confermare quali problemi sono davvero sfruttabili.

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    Report e correzioni

    Consegniamo un report chiaro, con priorità e indicazioni concrete che potete dare direttamente al vostro sviluppatore o al vostro assistente AI.

Se l’applicazione integra un chatbot o un modello linguistico, estendiamo il test alla parte AI: vedi penetration test di applicazioni AI, chatbot e LLM.

Cosa ricevete

  • Il report con i problemi trovati, classificati per criticità, e le evidenze.
  • Per ogni problema, cosa correggere e come, in forma utilizzabile anche da chi non è uno specialista.
  • Una checklist di sicurezza per i prossimi sviluppi con l’AI.
  • Il supporto nella verifica delle correzioni.

Perché Ancharia

Laboratorio Accreditato di Prova iscritto nell’elenco ufficiale ACN ai sensi del DPCM 18 maggio 2022, n. 92.

Metodologie OWASP e NIST, le stesse dei penetration test per le grandi aziende, dimensionate su applicazioni piccole e veloci.

Facciamo source code review, threat modeling e security design review: sappiamo leggere il codice, non solo attaccarlo.

Report chiari, senza gergo, pensati per chi deve decidere e per chi deve correggere.

Domande frequenti

È il modo di sviluppare in cui si descrive all’AI cosa si vuole e si accetta il codice generato, iterando finché funziona. Permette di costruire applicazioni in pochissimo tempo, ma la sicurezza non è mai in cima alle priorità dell’assistente: il risultato funziona, ma spesso espone dati, chiavi e funzioni.

Approfondimenti

L’avete costruita con l’AI? Verifichiamola prima che lo faccia qualcun altro.

Inviateci l’indirizzo dell’applicazione e, se volete, l’accesso al codice: vi diciamo in pochi giorni cosa è esposto e come sistemarlo.